Chi ha inventato il sudoku? Origini e storia in ordine cronologico
Di Michel ·
Blog di Sudoku a Day
Risposta rapida: A Howard Garns viene attribuita la creazione del puzzle moderno pubblicato da Dell nel 1979 con il nome Number Place. Nikoli lo introdusse in Giappone nel 1984 e gli diede il nome sudoku. Il Times iniziò a pubblicarlo nel novembre 2004, contribuendo a farlo conoscere a un pubblico più ampio.
Cronologia del sudoku
- 1782: Eulero pubblica il suo studio sui quadrati latini e greco-latini. Lo studio ha un legame matematico con il sudoku, ma non presenta il puzzle moderno.
- 1979: Dell pubblica Number Place, il puzzle moderno attribuito a Howard Garns.
- 1984: Nikoli introduce il puzzle in Giappone e in seguito ne abbrevia il nome in sudoku.
- 2004: Il Times di Londra pubblica il sudoku, contribuendo a innescare il boom globale del gioco sui giornali.
- Oggi: Il sudoku compare su giornali e libri, nelle app e nei PDF stampabili, nelle varianti e nei puzzle quotidiani online.
Il sudoku ha un nome giapponese, una storia editoriale statunitense e un legame con la matematica di epoche precedenti. La sua storia è più facile da seguire se separiamo la struttura della griglia, il rompicapo moderno e il nome.
Quadrati latini: l'antenato matematico
Euler studiò i quadrati latini: griglie in cui ogni simbolo compare una volta in ogni riga e colonna. L’Euler Archive fa risalire al 1782 il suo articolo sui quadrati latini e greco-latini. Anche un sudoku classico completato possiede la proprietà dei quadrati latini, ma questo rapporto matematico non fa di Euler l’inventore del sudoku moderno.
I quadrati latini di Euler non includevano il vincolo dei riquadri 3×3 che distingue il sudoku. Questo vincolo comparve molto più tardi.
Number Place: il prototipo statunitense
Nel 1979, un puzzle chiamato «Number Place» apparve sulla rivista statunitense Dell Pencil Puzzles and Word Games. Era una griglia 9×9 con i tre vincoli che conosciamo ancora oggi: righe, colonne e riquadri 3×3. Il puzzle fu ideato da Howard Garns, un architetto dell'Indiana in pensione.
Penny Dell documenta che Number Place compare nelle sue riviste di enigmistica dal 1979. L'identificazione di Garns avvenne in seguito: lo storico dei puzzle Will Shortz confrontò gli elenchi dei collaboratori dei numeri che contenevano Number Place con quelli dei numeri che non lo contenevano.
Il Giappone gli dà un nome e un posto nella cultura
Nel 1984, la casa editrice giapponese di puzzle Nikoli presentò Number Place ai lettori giapponesi con il nome «Suuji wa dokushin ni kagiru», che si traduce all'incirca con «le cifre devono essere singole». Quel nome fu abbreviato in «sudoku» e il puzzle trovò il suo pubblico.
Nikoli afferma che nel 1986 adottò il posizionamento simmetrico degli indizi come regola di costruzione e che il puzzle diventò più popolare dopo questo cambiamento. La simmetria è una scelta progettuale per la disposizione degli indizi iniziali, non un'ulteriore regola di risoluzione necessaria per risolvere ogni sudoku.
Il boom globale
Wayne Gould, un giudice neozelandese in pensione, si imbatté nel puzzle durante una visita in Giappone nel 1997. Sviluppò un software per generare puzzle di sudoku e in seguito li fornì al Times.
Il Times iniziò a pubblicare Su Doku nel novembre 2004. Collins, il suo editore librario, riporta quella data e indica Gould come fornitore del puzzle. Fu un passo importante per la diffusione del puzzle sui giornali e nei libri in lingua inglese.
Una volta comprese le regole, una griglia classica non richiede né conoscenze linguistiche né calcoli. La stessa griglia può quindi essere utilizzata da lettori che parlano lingue diverse, sebbene sia comunque necessario comprenderne le istruzioni.
Il sudoku oggi
Oggi il sudoku si trova sui giornali, nelle app, nei libri e sui siti web. Le varianti prevedono vincoli diversi, dal Killer Sudoku ai sudoku Thermo e Arrow. Queste varianti aggiungono o modificano le regole e si distinguono dal formato classico.
Ma il rompicapo di base resta quello ideato da Howard Garns nel 1979: una griglia 9×9, tre semplici regole e pura logica. Niente matematica, niente conoscenze linguistiche, niente fortuna.
Per saperne di più su come funzionano le regole, visita la nostra pagina sulle regole del sudoku oppure esplora le varianti del sudoku per vedere come l’idea originale è stata ampliata.
Perché dura nel tempo
Gli stessi tre vincoli valgono sia sulla carta sia sullo schermo. Una griglia stampata offre spazio per le note dei candidati scritte a matita, mentre le versioni digitali possono offrire strumenti per inserire le cifre e assistenza opzionale. Il formato può cambiare senza modificare le regole classiche.
Per provare in prima persona queste regole, gioca al sudoku del giorno e scegli il livello di difficoltà più adatto a te. La griglia che conosci rispetta ancora i vincoli di riga, colonna e riquadro 3×3 usati in Number Place.
Domande frequenti
Chi ha inventato il sudoku?
Il moderno sudoku 9×9 è stato reso popolare da Maki Kaji in Giappone negli anni Ottanta con il nome sudoku, che significa «le cifre devono essere singole». Il formato si basava su un precedente rompicapo americano chiamato Number Place, creato da Howard Garns nel 1979.
Il sudoku è giapponese?
Il nome sudoku è giapponese e l'editore giapponese Nikoli ha contribuito a plasmare lo stile moderno del puzzle. Il formato 9×9, invece, deriva dal puzzle americano Number Place, creato da Howard Garns.
Quando il sudoku è diventato un fenomeno mondiale?
The Times iniziò a pubblicare Su Doku nel novembre 2004, una tappa importante nella sua diffusione presso un pubblico più ampio. Il puzzle era già comparso in precedenza in pubblicazioni americane e giapponesi.
Che cosa significa la parola sudoku?
Il termine sudoku è l'abbreviazione della frase giapponese Sūji wa dokushin ni kagiru, che significa «le cifre devono rimanere singole» — un riferimento alla regola secondo cui ogni cifra compare esattamente una volta in ogni riga, colonna e riquadro 3×3.